Dirtythoughts

un pomodoro dice ad un altro pomodoro....

"lo so che sono pelato, ma non è tutta polpa mia!"

Scritto da: Sleepless attorno alle 14:47 del mercoledì, 29 settembre 2004 | link | commenti (9)
deliri comici e non


CAPITOLO 1

Quel giorno c’era una grande agitazione in tutto il quartiere. Baffoblù fu chiamato dagli altri della sua razza per partecipare alla grande assemblea che si sarebbe svolta a vico largo.

Era uno dei reietti, un peloruffo, uno di quelli che gli altri scansavano, non come la peste forse, ma  come una bella epidemia di rogna sì.

Baffoblù era un gatto di taglia media, a dire il vero era un po piccolino per uno della sua età ma non c’era da lamentarsi, le sue striature grigie lo rendevano fiero, anche se effettivamente, a causa della sua tribù di appartenenza e del suo carattere schivo, non è che si potesse definire un playcat.

Arrivato allo spiazzo che precedeva vico largo si rese conto di non avere mai visto tanti gatti tutti insieme erano tutti li, tutti i gatti della città e tutti erano li per lo stesso motivo.

Vico largo era il vicolo di si raduno del consiglio o meglio il consiglio dei gatti si riuniva in un androne di un palazzo non distante, ma in casi di eccezionale affluenza si riuniva in questo vicolo minuscolo circondato da palazzi vecchi ed altissimi in cima ai quali si potevano vedere dalla strada delle guglie che contribuivano a renderne l’aspetto più minaccioso

….fece qualche passo, timoroso, cercando di farsi largo tra la miriade di baffimolli, detti così perché i loro baffi erano talmente grandi da confondersi col resto del pelo, i graffiacinghie, i rissosi re del centro della città, tutti quanti con una macchia bianca sul petto, i fulvicalze, nobilissimi e molto, molto snob tutti beige con le zampe nere (elegaaanti!) e i troppacoda e tutti gli altri… riuscì ad arrivare ad un punto dove poteva avere una buona visuale, ma comunque continuava a non sentirsi a suo agio: i peloruffo non erano bene accetti in quella parte della città .

Quando il brusio arrivo ad essere insopportabile a causa della  miriade di gatti che affollavano il vicolo, Vecchiobruno decise di apparire dal davanzale di uno dei palazzi più vecchi e più alti, completamente circondato da gerani a cui per altro era allergico; il vicolo si riempì di fusa di approvazione.

Vecchiobruno era il decano dei gatti, il più vecchio che ci fosse in città e di sicuro di gran lunga il più saggio. Baffoblù si accorse che non aveva mai visto quel vecchio gatto cosi da vicino. Quando il brusio di miagolii e  fusa si fu placato Vecchiobruno decise di parlare:

“popolo dei gatti di sempremeglio… eeeeccciù  mi duole dirlo.. ma abbiamo un problema…”prese un lungo respiro, come se stesse cercando le parole per preoccupare meno possibile la popolazione o forse solo nel disperato tentativo di non starnutire…

“…ecciù qualcuno ha rubato gli occhiali rosa di sempremeglio..” non fece in tempo a finire la frase che subito fu travolto dalla miriade di commenti che tutti i gatti gli riversarono addosso.

Baffoblù in realtà non si preoccupava molto della cosa, sapeva che gli occhiali rosa erano quello che tutte le creature di sempremeglio consideravano la chiave della felicità, si diceva che senza quegli occhiali nessuno sarebbe più stato felice e il mondo nella sua interezza sarebbe diventato grigio… ma per i reietti come lui questa cosa era poco più che una leggenda.

“dobbiamo fare qualcosa” continuò Vecchiobruno “tutti siamo coinvolti e tutti noi dobbiamo trovare il modo di recuperare la reliquia. Per attuare questo progetto c’è bisogno di una sola cosa: collaborazione! Vedo Mangiabaffi seduti zampa a zampa vicino a graffiacinghie…nessuno ha in antipatia l’altro anche se solo per stasera, e quindi, tutti insieme noi troveremo una soluzione al problema.”

Baffoblù, anche se con sufficienza fece un cenno di approvazione col muso , sì, gli sembrava giusto…basta con le antipatie e le faide, era ora coalizzarsi. Non che i gatti facessero guerra, questo no , o almeno non negli ultimi anni, da molto prima che lui nascesse, le guerre le lasciavano fare ai cani, più bellicosi di natura, ma dall’ultima guerra le cose erano cambiate ben poco: i clan, le tribù, le caste si odiavano ancora….anche se facevano finta di sopportarsi. Infatti questi conflitti rimasti nascosti per anni avevano portato Baffoblù  ad una conclusione… i cani saranno anche più aggressivi, forse addirittura più stupidi, ma quanto meno più sinceri tra di loro… odiavano o amavano apertamente, senza mezzi termini.

Mentre era perso nelle sue congetture il dibattito era andato infuocandosi sempre di più.. sembravano essere giunti alla conclusione che uno dei gatti, all’insaputa dei cani e di tutte le altre creature di sempremeglio sarebbe dovuto andare a recuperare gli occhiali, ma il dilemma era…CHI? I gatti delle tribù dei mangiabaffi e dei ringhiafusa le tribù più nobili di tutte si rifiutavano di sacrificare i loro guerrieri più coraggiosi per una cosa del genere; tutti erano concordi che fosse una missione suicida: si trattava di spingersi fino al di la del fiume riflessuoso, territorio di cani e di chi sa quali altre bestie per interrogare Artimogio… una creatura vecchia e saggissima che poteva svelare l’esatta ubicazione degli occhiali rosa… e quello sarebbe stato solo l’inizio!!

Al solito Baffoblù non era molto interessato alle discussioni dei saggi, le trovava sempre piuttosto inconcludenti…ma la sua attenzione fu riportata all’assemblea quando uno dei  graffiacinghie   chiamato Pungilatte propose di mandare alla missione suicida uno della tribù dei peloruffo… la tribù al quale apparteneva anche Baffoblù.

La decisione fu messa ai voti e l’idea di Pungilatte vinse 11 voti  a 1.. tutti sembravano concordi che perdere un peloruffo non sarebbe stato un grande danno, dopotutto loro erano i reietti, nessuno si vantava di appartenere a quella tribù e nessuno avrebbe mai pianto la loro morte.

Graffiafresco il capo dei peloruffo dopo qualche ora si presentò alla sua tribù con un discorso da fare…

“cari miei compagni…il consiglio ci obbliga a mandare uno dei nostri fratelli in una missione che vuol dire morte certa e gloria eterna.” Sul muso di tutti i peloruffo l’espressione era di terrore tranne, ovviamente che su quello di Baffoblù il quale era più interessato ad inseguire una svolazzante in quel momento…

“la decisione è difficile ma poiché non ho scelta, ho deciso di sacrificare i più inutile, insignificante, distratto ed indisciplinato tra tutti i peloruffo……”ora va premesso che nessuno tra i peloruffo brillasse per intelligenza, disciplina o altro quindi più o meno quasi tutti si sentivano chiamati in causa, e nonostante fosse opinione comune che col suo fare schivo e mai presente Baffoblù meritasse il primo premio, tutti per quei pochi secondi trattennero il respiro.

“Baffoblù… tocca a te! Salirai in gloria nel paradiso dei gatti!!!”

Ci fu un boato di gioia mentre Baffoblù si espresse solo con un “EH?!?”

Ma era troppo tardi per chiedere al capo di ripetere poiché gli altri gatti lo stavano gia portando in trionfo…pur non avendo capito bene di cosa si trattasse la cosa non gli piaceva….troppe feste senza motivo apparente, proprio a lui? che era scansato pure da quelli della sua tribù?

Un gatto non fa feste se non ha un buon motivo- pensava- e se nessuno me lo vuole spiegare forse non è così buono… almeno per me.

La spiegazione arrivo poche ore dopo, e Baffoblù sorprese tutti e anche se stesso quando accettò di buon grado la missione..

Ma si, in fin dei conti stare li non gli era mai piaciuto e  poi aveva voglia di cambiare aria….

Sarebbe partito alla volta del fiume Riflessuoso  la mattina seguente.

Eh… va bene cambiare aria, andarsene dai gatti, scoprire il mondo e tutte quelle robe lì ma…….. Baffoblù quella notte non riuscì a chiudere occhio.

Scritto da: Sleepless attorno alle 17:33 del martedì, 28 settembre 2004 | link | commenti (3)
occhiali rosa


Chi sono io per giudicare? Dalla mia piccola base operativa nel mezzo del pacifico, lontano da voi, gabbiano tra i gabbiani, che cosa ne capisco di voi terrestri? Puzzate di benzina e religione, di porno soft e olio da frittura…è vero non posso giudicarvi, terrestri, ma so per certo che non mi piacete e meno ancora mi piace quello che fate…

Cos’è? Vi da fastidio? Vi ho detto che non mi piacete eppure non  ho neanche provato a dirvi  di smettere, non ci ho neanche provato! Sapete perché? Perché so che questo vi mette a disagio… so che se vi avessi dato un giudizio morale su ciò che fate o non fate, se vi avessi detto di smettere, sarebbe stato tutto più facile, avete mille argomenti,  il progresso, la famiglia, i valori, me, la conservazione di tutto ciò che c’è di buono nella società… ma io no.. io ho solo detto non mi piace, fatelo pure, ma a me non piace….

Difficile controbattere a un’affermazione fatta da qualcuno che non vi odia eh? Eppure sono così, mi faccio di voi, mi nutro di voi, come potrei odiarvi? Io vivo delle vostre paure, delle ansie, anche delle vostre gioie, certo, non posso odiarvi! Anzi mi fate tenerezza, come un cagnolino che è appena entrato in casa con le zampette cariche di fango: "hann fatto il danno, ma come si fa a punirli...guardateli". Siete buffi, goffi... quasi storpi…

Vedete, il bello è che voi siete stati intelligentissimi, terrestri….  Nel vostro piano sembra che non abbiate trascurato nulla: DIO, Il DIAVOLO, il PECCATO e il PERDONO. Vi amate. Amate guardarvi allo specchio e pensare: “ ma come siamo stati bravi!”.

Ebbene? Avete creato un sistema incapace di essere distrutto, se non attraverso il suicidio! Io? Sono parte del piano, sono un mito fondativo, colui che ne è al di fuori, eppure è gia compreso nel prezzo, sono la spinta sovversiva, aria per voi, terrestri.

Quello che vi fa dire: “visto? Lui ce l’ha fatta! in questo sistema c'è spazio per tutti, anche per quelli che ne vogliono stare fuori. Un mondo migliore è possibile!”….illusi. Senza le vostre forme malate non esisterei neanche io, o forse, per indole di bastian contrario dirigerei una multinazionale che non potrebbe esistere, fabbricherei armi che nessuno vuole usare, lavorerei in una banca dove nessuno metterebbe i propri risparmi…. E sapete perché? Perché non ce ne sarebbe bisogno.

Vi accaldate tra la destra e la sinistra quando, l’unica via d’uscita è l’alto….. è  questa vacca  sacra a dirvelo fidatevi di lei, ne ha viste di piazze, è stata venduta in troppi mercati, per non saperlo… i mercanti pensano che il meglio sia li, e non sopra le loro teste…

io sono l'incubo, il sovversivo, l’anticristo, negazione e antitesi di ciò che è e ancora di più di ciò che dovrebbe essere….

Ohhh!!! Che bella parola, lasciatemi questo momento di auto idolatria, si lasciate che mi ami per ciò che ho detto:

ciò che dovrebbe essere…. Ma si… è questo quello che vi interessa, nel bene o nel bene, che tanto anche il male per voi è la stessa roba…quello che vi dispiace è che ciò che è non ha niente a che vedere con ciò che dovrebbe essere!beh ho una brutta notizia per voi, cuccioli di terrestre: “cio che dovrebbe essere” non esiste, è una balla niente è diverso da cio  che dovrebbe….

E cio che dovrebbe…E’

Scritto da: Sleepless attorno alle 17:08 del martedì, 28 settembre 2004 | link | commenti (1)


secondo me, svegliarsi dopo una sbornia, è un atto assolutamente innaturale. Come la danza classica. Dopo che hai ingerito litri di alcool dovresti che so.. morire, o essere ibernato per 200 anni, almeno fino a quando i postumi non si siano placati.
Tutto quello che avviene dal momento in cui apri gli occhi al momento in cui ti scopri ancora servibile (per fare la colla tutt'al più), è un delirio in cui gli elefanti di Fantasia ballano e saltellano tra il tuo cervello e i tuoi coglioni. I tuoi pensieri, già ovattati di loro, hanno un eco che semra che abbiano messo i tuoi centri dell linguaggio in fondo al gran canyon. Senza alcun preavviso, come un bambino che scopre di avere le manine o qualsiasi altro arto, tu, ti rendi conto di avere una lingua... ma non è una lingua normale, no, è una lingua rubata ad un bovino e messa per dispetto nella tua cavità orale, la bocca, la tua amata bocca ora è improvvisamente piena di lingua....
salvatemi



Scritto da: Sleepless attorno alle 16:50 del martedì, 28 settembre 2004 | link | commenti
disgustorama


vota anche tu l'immagine piu brutta della settimana!!!!!

Si da oggi io mi prodigherò per te (si proprio tu, stronzetto inattivo) per cercare sul web le immagini più brutte della storia, propinartele commentandole e tu (si proprio tu inetto con la capacità di discernimento di una foto di Bondi) dovrai votare quella che ti sembra più orrenda!

ECCO I CANDIDATI DI QUESTA SETTIMANA:

FOTO #1

In questo sublime quadretto dal valore iconografico inestimabile, possiamo ammirare Guelfo Cartechini, trombeurs des femim, tormbu, trombiure calzolaio di Squatorro sul Meno, nell'atto di importunare un totano che, per l'occasione, si è vestito da Maiala leggiadra ninfetta di bosco. Notiamo nell'immagine, la sofferenza nello sguardo del cartechini in antitesi con la gioviale espressione del totano. Lo stralcio di conversazione a seguire, contribuirà a chiarire ogni vostro eventuale dubbio sul perchè dell'espressione assolutamente bovina del cazzon calzolaio:

CARTECHINI:" ci vieni con me al cinema?"
TOTANO VESTITO DA PUTTANON NINFETTA SILVESTRE:"volentieri però il film Obirisky?"
CARTECHINI:"eh??"
TOTANO: "PUPPA!!!!"

FOTO #2

Nella foto possiamo ammirare Ciavattini Zuleika,del segno del cuscino stampato sulla guancia, mentre sta portando i suoi doni sacrificali al dio Atzeco KAKAMINMANO il quale, non gradendo i fiori, palesemente sottratti nel cimitero di quart'ordine dove abitualmente la Nostra affitta il suo utero per pochi spiccioli, fulminerà la tapina in men che non si dica al suono del suo terribile grido di battaaglia:

C'HO L'UCCELLO IN TECNICOLOR!

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO #3

Nella terza ed ultima immagine di questa settimana possiamo ammirare Geims Padovan, di Burano (o burino non ricordo bene,decidete voi, non posso mica fare tutto io, culimosci!) di professione metronotte presso la ditta di profilati metallici "Gonorrea s.r.l.". Il Padovan è colto qui un attimo prima di un tragico evento: nel giorno in questione il poveretto ha deciso di mostrare agli amici del barretto la sua a dir poco obrobriosa cinta.L'orpello in questione altro non è che un cimelio ottenuto collezionando i sottobicchieri nei peggiori ritrovi per alcolizzati allo stadio terminale dell emisfero nord(in realtà solo in provincia di treviso).Il coglionazz professionista del pulito indossa la cinta e dopo 2 nanosecondi esatti, il peso del suddetto cimelio (ben 4 megatoni/kmh che non so neanche che cazzo voglia dire) gli provocherà una terribile ernia e il fastidioso ed inguaribile inconveniente di cagarsi addosso dallo sforzo ogni volta che qualcuno pronuncia la parola "leucocita".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VOTATE VOTATE VOTATE!!!!!





Scritto da: Sleepless attorno alle 17:31 del venerdì, 24 settembre 2004 | link | commenti (16)


E poi però succede che ad un certo punto l'idillio si rompe...
E poi succede che la faccia in cui ti riconoscevi, smette di riconoscersi in te
E poi succede la Plug-in baby smette di crocifiggre i tuoi nemici, perchè ai tuoi occhi, dopo il male, il nemico è lei
E poi succede che ti dici: "andiamo, saranno tre settimane che la conosci, sei pirla o cosa?"
E poi succede che l'idillio si rompe, per colpa di nessuno..
E poi succede che invece vorresti darla, la colpa a qualcuno, e non potendo fare altrimenti decidi di accollartela tu
E poi succede che diventi stronzo e infantile, perchè tanto oramai perso per perso... cerchi almeno di prenderti una rivincita
E poi succede che ti senti più di merda di prima perchè sai che hai fatto una cosa stupida e ti senti meschino, perchè fondamentalmente lo sei stato
E poi succede che pensi: "ridammi i miei libri, sono parte di me!" e questa parte di me tu non l'hai voluta...
E poi succede che vorresti riparlare per scusarti anche se sai che non servirebbe a farla tornare in ogni caso
E poi succede che scopri di avere tonnellate di amore da dare a qualcuno e riesci a darlo a chiunque tranne che a te stesso
E poi succede che realizzi che non lo dai a te stesso perchè è più facile dare la colpa agli altri
E poi succcee che pensi che voi due insieme funzionate benissimo, sulla carta...
E poi succede che mentre sei lì in paranoia, nella depressione più nera prendi la metropolitana....
E poi succede che in metro vedi una topona di unoeottanta con la quarta di raggiseno e pensi: "ehi io sono uno che dimentica in fretta!" ....

per fortuna.
















Scritto da: Sleepless attorno alle 16:03 del mercoledì, 22 settembre 2004 | link | commenti (14)
everyday


Caldo. Troppo caldo per una persona sola...
in un altra situazione, forse con qualcun altro accanto...che so, avrei potuto lamentarmi.
Attraverso la strada, e sono solo. Risalgo sul marciapiede, solo. Arrivo in un bar, e sono....no aspetta.. che vedo! o meglio, chi vedo?
ME! in tutto il mio splendore sono lì che chiedo un caffè al barista, e gli chiedo delle informazioni generiche. Penso, tipico di me, sempre ad attaccare bottone con tutti, con questo o quest'altro prestesto, sono sempre stato una persona espansiva.
Nel frattempo guardo, vedo me, mi sto lamentando col barista del caldo che fa:
SLEEPLESS: "però, che caldo, troppo per essere quasi fine settembre, avrei voglia di pioggia, freddo pinguini e licantropi"
BARISTA: "embè perchè non te ne vai in Transilvania?"
Fesso, faccio sempre queste uscite assurde così posso dire a tutti che nessuno mi capisce...che cosa c'entravano i licantropi dico io....
Mi sono notato, lo so che mi sono notato, ma forse sto ancora facendo finta di niente, forse sono solo imbarazzato, come quando incontri qualcuno che non vedi da un casino di tempo e non sai mai se salutarlo....
Anche io mi sono notato ma non ho il coraggio di parlarmi. Decido. Rompo il ghiaccio. Anzi no. Meglio di no, mi conosco, so che ho visto basic instinct a 11 anni e ogni cosa che implichi un rompighiaccio finisce per inquietarmi. Opto per andarmi a parlare. più Semlplice, piu onesto e anche più virile, se voglio.
SLEEPLESS:"Ciao, ti ricordi di me?"
SLEEPLESS:"Aspetta ehmm...." socchiudo gli occhi per far finta di cercare un ricordo particolarmente lontano nella memoria. Stronzo. So benissimo che mi ricordo di me.Sto giocando come me un gatto con un gatto.
SLEEPLESS:"SLEEPLESS giusto?"
SLEEPLESS:"esatto e io se non sbaglio sei SLEEPLESS..ci siamo incontrati... ti ricordi?"
SLEEPLESS:"si, si che mi ricordo. Bevi qualcosa?"
SLEEPLESS:"no grazie ho già preso un caffè"
mi avvicino alla cassa. pago io per tutti e uno. Poi mi invito ad uscire. e, sorpreso, accetto.
Mi vengo a prendere, vado a bere qualcosa, sono bellissimo stasera, anche più dell'altro giorno al bar. parlo un po' con me mi rendo conto che la penso come me su un sacco di argomenti importanti. Sembro fatto l'uno per l'uno.
Ora sono qui, con me, non solo. Chi ha bisogno degli altri?di altro? giusto di un barista per fare il caffe e del caldo per attaccare bottone....
Sono pronto, sto per fare un passo importante ma necessario....
SLEEPLESS:" Senti, io ti volevo dire che....si insomma, IO TI AMO! con tutto me stesso, giuro"
esito un po' con quello sguardo dolce negli occhi che solo io so fare, ma perchè esito? Perchè non rispondo?
Poi apro le labbra, prendo fiato...
SLEEPLESS:" ecco, vedi...io...IO NO!!!"

Mi giro,ho gli occhi pieni di lacrime, esco di casa, e sono di nuovo SOLO.

























Scritto da: Sleepless attorno alle 18:48 del lunedì, 20 settembre 2004 | link | commenti (6)
le storie insonni


ma NONNULLA è la MAMMULLA della MAMMULLA
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ma se QUA..DERNO, LI' BRO?
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l'OROLOGIO si chiama così anche quando è d'argento?
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Perchè i corrimani della scala mobile vanno sempre più veloce della scala stessa?
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si può agGIORNare il blog anche di sera?
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se l'uomo è cacciatore perchè va in cerca della preda, la donna può dirsi pescatrice?(a buon intenditor...)
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ma quando ricorrono i morti, poi rivincono la coppa?

o si accontentano del salame?
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ma il rododendro è quel fiore che pur soffrendo non lo dà mai a vedere?

vebbè lo so, ma cercate di capirmi... oggi sto strano, e quando sono strano me ne vengono di cose così... crddo sia una specie di reazione allergica, sparo più cazzate possibile per non pensare a ciò che mi rode

















Scritto da: Sleepless attorno alle 17:59 del lunedì, 20 settembre 2004 | link | commenti (1)


Cosa fanno quattro greci che saltano e ballano in un bar?

SI AGITANO PRIMA DELL'OUZO

Scritto da: Sleepless attorno alle 11:32 del sabato, 18 settembre 2004 | link | commenti (5)
deliri comici e non


"Alex, Alex Bleach."

La faccia dell’uomo non mostrava alcun segno di stress o tensione, neanche una piccola ruga di espressione. I suoi occhi chiari contribuivano a rendere il quadro, nella sua assoluta calma, piuttosto inquietante.

"dove vive signor Bleach?" chiese la sagoma dietro la luce.

"a Shaker Heights. Beh non proprio a Shaker Heights, ho una piccola casa poco fuori dalla città."

Nella stanza di un bianco immacolato le due figure si fronteggiavano, una protetta dal buio, l’altra quasi violentata dalla potenza di quella luce…violentata.... si fa per dire, nonostante la potenza di quel faretto il signor Bleach sembrava perfettamente a suo agio.

Pausa.

"che lavoro fa signor Bleach?"

"io? Beh installo cessi"

"cessi ha detto?"

"cessi, bagni si insomma sanitari… mi capisce no?"

"capisco, capisco… e le piace il suo lavoro signor Bleach?"

"beh è un lavoro come un altro, ci si tira avanti, si arriva a fine mese… tutti hanno bisogno di un cesso sa? E poi implica comunque delle responsabilità."

"di che tipo?"

"il mio è un lavoro importante per la comunità, pensi lei ad un mondo senza cessi"

"credo di comprendere Signor Bleach"

Le sopracciglia bionde di Alex Bleach non tradivano emozioni, era di una freddezza glaciale. I suoi capelli biondi lo rendevano ancora più spettrale e inespressivo. Aveva un aria slavata….

Bleach… mai un nome sembrava più appropriato per quell’uomo, sembrava davvero che l’avessero immerso nella candeggina.

NOMEN OMEN…..

Un lungo respiro della figura dietro la luce e un rumore di carte sfogliate annunciò la prossima domanda…

Sapeva si sarebbe tradito, bastava trarlo in inganno, poteva essere stato solo lui, l’unica cosa da fare era portarlo a contraddirsi.

"conosce questa donna Signor Bleach?"

"oh sì, le ho installato il cesso meno di dieci giorni fa… la signora Ferrel giusto?…gran bel pezzo di fica…"

"esatto signor Bleach Madeleine Ferrel di 43 anni. E' al corrente che la signora Ferrel è stata trovata morta proprio ieri?"

"oh certo che lo so" disse Bleach sorridendo…

"suppongo sappia anche che la data del decesso risale a circa dieci giorni fa.."

"sicuro"

"...e dalle indagini lei risulta essere l’ultima persona ad aver visto la vittima viva…"

"lo so, lo so"

……pausa…

la figura dietro la luce continuava a fissare Bleach, come se volesse guardargli dentro.

"Potrebbe raccontarmi come è andato il giorno che vi siete visti? E presumibilmente l’ultimo giorno di vita della Signora Ferrel?"

"sì,… sì, certo. Allora la signora Ferrel mi aveva chiamato perché doveva sostituire i cessi, io la conoscevo già, di vista intendo, Shaker Heights non è poi questa metropoli, e dopo più meno  trent’anni, di vista ci si conosce tutti. Ero andato a casa sua con il campionario lunedì. Lei, dopo avermi consultato scelse due wonder modello company con copri tazza blu, diceva che si sarebbero intonati con le nuove mattonelle. Io… sì insomma me la sarei voluta fare, una passera come quella non si incontra mica tutti i giorni. Sui trentacinque, divorziata, ricca, di classe e leggermente svampita, ce n’era da far girare la testa a chiunque, mi capisce. Ci siamo salutati e dati appuntamento al venerdì per l’installazione.

Venerdì mi ripresento da lei vestito di tutto punto con la mia tuta da lavoro migliore. Lavata di fresco. Ero sicuro che me la sarei fatta, avrei voluto vederla godere, quella porca"

"le capita spesso di fare sesso con le sue clienti Signor Bleach?"

"veramente quasi mai, anzi, mai. No, non mi è mai capitato. D’altra parte sono una persona mediocre, con un lavoro mediocre e una vita mediocre, sono mediocre in tutto, anche nella mia mediocrità, non eccello neanche in quella, chi vorrebbe mai fare sesso con me. Quindi è logico che una come la signora Ferrel non sarebbe mai venuta a letto con me, non mi avrebbe mai neanche considerato degno di attenzione, eppure non lo so me lo, sentivo…"

"e poi cosa è successo?"

lo sapeva, ne era certo come del fatto che amasse sua moglie, che si chiamava **** e che dio esisteva, che l’omicida era lui e che prima o poi si sarebbe tradito, bastava fare la domanda giusta al momento giusto, era già capitato altre volte, era il suo lavoro. Lavoro da sbirro.

"beh, entrando dentro, lei mi ha chiesto di fare il lavoro in fretta, perché stava aspettando una persona e che entro domani al massimo sarebbero arrivati i piastrellisti eccetera, ma me lo chiese con un arroganza tale da farmi saltare la mosca al naso."

"si ma dopo cosa è successo signor Bleach" chiese la figura incalzando Alex Bleach.

"beh poi ho preso la chiave inglese, quella del 16 , è bella grossa sa non lascia molto spazio alla fantasia, se la prendi in testa fa un male cane. L’ho uccisa"

"dunque lei ammette di aver ucciso la signora Ferrel?" chiese la voce stupita.

"è quello che ho detto no? E non mi faccio nessun problema ad ammetterlo, e se mi capitasse lo rifarei ancora."

La figura guardava Alex Bleach, installatore di cessi: la corporatura esile e nervosa, le braccia ben tornite di chi è abituato a sollevare pesi, la barba vecchia di un paio di giorni, l’aria di sfida….

"e posso chiederle perché lo ha fatto signor Bleach?"

"beh è difficile da spiegare…"

"non si preoccupi Signor Bleach, abbiamo tutto il tempo"

"la odiavo…sì forse questo è il motivo"

"la odiava?"

"si odiavo tutto di lei, la sua bellezza, il fatto che fosse ricca, il come mi trattava"

"perché come la trattava?"

"ha presente come si tratta un installatore di cessi? Beh lei mi trattava come fossi un installatore di cessi"

"e cioè?"

"non saprei con supponenza… dall’alto in basso….o forse mi aveva solo preso in una giornata no"

"vuole dire che lei ha ucciso la signora Ferrel perché aveva avuto una giornata no?"

il sopracciglio di Alex Bleach si corrugò verso l’alto, prese fiato e apri la bocca come per parlare... ma poi si fermò.

Pausa…pochi secondi, appena 5 battiti cardiaci, poi Bleach riprese:

"cioè io…non è che…sì insomma non proprio per una giornata no, però"

Fatto. La scorza glaciale di Bleach mostrava la sua incrinatura,e nonostante avesse confessato a brutto muso, senza tradirsi, ora sembrava umano. Non che fosse diventato un agnellino indifeso, ma dall’inizio del colloquio per la prima volta si stava mostrando meno sicuro, o forse solo visibilmente confuso.

"perché non mi racconta tutto dall’inizio?" chiese la voce.

"sì,… sì, certo. Allora la signora Ferrel…."

"mi ha gia spiegato come è andata, vorrei capire il perché"

"per come mi ha risposto…"

"vuol dire che l’ha uccisa perché si era rivolta male a lei?"

"no, figuriamoci, sono abituato a essere trattato male, lei non si rende conto di quanto alcuni si sentano superiori ad un installatore di cessi, e quanti lo diano anche palesemente a vedere….si, sono abituato a essere trattato male."

Pausa

"sempre meglio dell’indifferenza, voglio dire quella è davvero fastidiosa. Quando mi trattano con indifferenza proprio non lo sopporto, ma d’altra parte come vuole che venga trattato uno come me?"

"e allora perché l’ha uccisa signor Bleach"

"l’ho uccisa perché mi annoiavo."

La voce di Bleach aveva ripreso la vecchia sicurezza, ora era di nuovo glaciale e inespressiva.

"Si annoiava signor Bleach?"

"si, mi annoiavo."

Pausa.

"Io non sono mai stato il primo in niente, non ho mai avuto niente di eccezionale, mai nulla, neanche una cosa stupida tipo toccarsi il naso con la lingua o robe così, la mia vita è sempre stata quanto di più piatto spossa immaginare, niente amici, niente ragazze, forse qualche puttana ogni tanto; ma neanche la l’idiozia di innamorarmi di una di loro. Mai una pazzia, mai una cosa fuori dal comune.

Mi annoiavo. Ecco tutto. Il grigio, il piattume questo è il movente. Avevo bisogno di un cambiamento. Forte. Radicale. Non so fare niente di straordinario. Uccidere mi è sembrato più semplice di altre cose ecco tutto. E già che c’ero, perché non cominciare da lei, la signora Ferrel che oltre a non avermi scopato e ad avere tutto quello che io non avevo, quel giorno mi aveva pure trattato male? E così l’ho fatto. Avevo addirittura pensato di scoparmela dopo morta, ma non l’ho fatto…una pazzia al giorno è già abbastanza per uno come me."

La figura dietro la luce fece un lungo respiro. Si accese una sigaretta: gesti calmi, misurati. Buttò fuori il fumo e chiese:

"vuole fumare signor Bleach?"

"no grazie, non ho mai iniziato, vede? Neanche la macchia di un vizio. Niente. Bleach. Come candeggina. Nessun nome mi poteva stare meglio addosso, mi guardi, talmente biondo da sembrare quasi albino, senza esserlo però: sarebbe distinguersi troppo. Slavato. Questa è la parola. Anzi….candeggiato."

la figura dall’altra parte della luce ascoltava interessatissimo, era la prima volta che sentiva di un omicidio compiuto per noia, e da una persona così non gradevole, e nella sua piattezza, anche non normale. Di solito gli omicidi che gli erano capitati, anche in caso di serial killer, erano persone gradevoli, normali, con pregi e difetti, come tutti... ma Bleach no. Bleach era solo piatto, non piacevole, ne sgradevole, non bello ne curato, ma neanche brutto e rozzo, era la media per antonomasia.

"Beh almeno non è uno stronzo" pensò. La cosa gli fece corrugare un angolo della bocca, che nella sua lingua era una delle cose che si avvicinasse di più ad un sorriso.

" non cerco la pietà eh? Sia chiaro. Non voglio che pensiate -poverino che vita grama che ha avuto il povero signor candeggiato!- non mi interessa. Punto. Anzi mi toglierebbe quel poco di gusto che ho provato nel farlo. Sono felice di quello che ho fatto. Felice. Per la prima volta in vita sua Alexander Simon Bleach può dire di essere felice. Uccidere mi piace. Molto. È la più grande emozione che abbia mai provato, e finalmente qualcuno mi considera. Lei è in questa stanza per ME. Non per un cesso o perché c’è la partita. Lei è qui per parlare con Alex Bleach.

Volete sapere perché l’ho uccisa?…..

Mi annoiavo. Tutto qui."

Scritto da: Sleepless attorno alle 18:52 del mercoledì, 15 settembre 2004 | link | commenti (13)
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